• Avv. Francesco Arena

Viaggi e spettacoli, come fare per riaver indietro i soldi a seguito della emergenza sanitaria?

Le disposizioni introdotte dal decreto "Cura Italia"(D.L. 17 marzo 2020, n. 18) riguardano la possibilità di richiedere il rimborso dei biglietti acquistati per spettacoli, concerti, eventi culturali o sportivi e degli alberghi prenotati senza un pacchetto turistico. Secondo il decreto Cura Italia, tutti gli interessati dovranno presentare una apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il relativo titolo di acquisto.


In particolare per i "contratti di soggiorno" il nuovo decreto rimanda a quanto già disposto per biglietti aerei, ferroviari e pacchetti turistici, vacanze di studio  dal decreto del Presidente del consiglio dell’8 marzo scorso prevedendo tre diverse opzioni: l’organizzatore può infatti:

1) offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore,

2) può procedere al rimborso,

3) oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante. 


Gli spettacoli: teatri, musei, concerti e cinema


Stesso termine di 30 giorni, a partire dalla data di entrata in vigore del dl Cura Italia (il 17 marzo) anche per quanto riguarda invece i contratti di acquisto di “titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura”. Anche in questi casi tutti gli interessati dovranno presentare entro i termini una apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il relativo titolo di acquisto (e facendo attenzione a conservare una copia). Il venditore a sua volta, entro 30 giorni dalla presentazione della istanza, deve provvede all'emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall'emissione.


Il decreto 9/2020 prevede invece rimborsi per i viaggi in aereo, bus, traghetto o treno acquistati da: 

  • persone residenti o domiciliate in Italia;

  • persone che hanno prenotato soggiorni o viaggi per turismo;

  • persone che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici, manifestazioni o eventi pubblici e privati, anche culturali, ludici, sportivi e religiosi sul territorio nazionale annullati a causa dell'emergenza sanitaria;

  • persone che hanno acquistato un biglietto con destinazioni estere dove sia stato impedito o vietato lo sbarco, l'approdo o l'arrivo in seguito alla situazione emergenziale Covid-19.


La richiesta di rimborso deve essere inoltrata entro 30 giorni dalla fine del divieto imposto (a oggi, quindi, 30 giorni a partire dal 3 maggio 2020), dall'annullamento o dal rinvio dell'evento programmato e dalla data di partenza prevista verso un paese in cui è stato imposto un divieto di ingresso. È necessario allegare il titolo di viaggio, la documentazione che attesti la partecipazione a concorsi pubblici, manifestazioni o eventi annullati a causa dell'emergenza sanitaria. Entro 15 giorni dalla richiesta il vettore o l'agenzia di viaggi deve procedere al rimborso integrale del biglietto o all'emissione di un voucher di pari importo utilizzabile entro un anno dall'emissione. 


Cosa posso fare se ho acquistato un pacchetto turistico?


Le persone individuate dal decreto Covid-19 possono esercitare il diritto di recesso dai contratti di acquisto di un pacchetto turistico nel caso in cui si sarebbe dovuto fruire del soggiorno nei periodi di quarantena, permanenza domiciliare o ricovero o nel periodo di durata dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. In caso di recesso, il tour operator può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo equivalente o superiore o, in alternativa, procedere al rimborso entro 14 giorni di quanto pagato, anche sotto forma di voucher annuale di pari importo.


Coronavirus e rimborso del biglietto aereo


ENAC ha preso posizione in merito alla vicenda precisando che, con preciso riferimento alle cosiddette "cause di forza maggiore", il passeggero ha diritto al pieno rimborso del costo del biglietto.


Nello specifico ENAC afferma: A seguito della decisione di alcuni Paesi di imporre restrizioni all'accesso di passeggeri provenienti dall'Italia o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, assunte al fine di limitare l'espansione della epidemia Covid19, l'ENAC, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, fornisce le seguenti informazioni in merito alla tutela dei diritti previsti dal Regolamento Comunitario numero 261 del 2004 per i casi di cosiddetta “forza maggiore”. I passeggeri che sono in possesso di biglietto aereo il cui volo è cancellato, i passeggeri che, pur non avendo subito la cancellazione del volo, sono comunque soggetti alle restrizioni di Paesi terzi imposte nei confronti delle persone che provengono o che abbiano soggiornato in Italia negli ultimi 14 giorni e i passeggeri che per ordine delle Autorità sono soggetti a misure di contenimento dell'epidemia da Covid19 e che quindi non possono usufruire del biglietto aereo

• hanno diritto al rimborso del prezzo del biglietto da parte del vettore;

non hanno, invece, diritto alla compensazione pecuniaria di cui all'art. 5 del Reg. numero 261 del 2004 che regola i casi di cancellazione, negato imbarco e ritardo prolungato in quanto la cancellazione del volo non è dipendente da causa imputabile al vettore.


In qualsiasi caso e questo va sottolineato con fermezza,la richiesta di rimborso va fatta unicamente alla compagnia aerea.



Avv. Francesco Arena - iscritto all'Albo dell'Ordine degli Avvocati di Messina


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