• Lorenzo Provinciali

Vantaggi di una società estera o di una joint venture

Aggiornato il: apr 24

È possibile iniziare una nuova attività come libero professionista investendo pochi soldi? oppure costituire una società con alcuni partner ma con una struttura societaria agile e che costi poco? In entrambi i casi è possibile evitare di immobilizzare subito una cospicua parte di capitale e soprattutto evitare di doversi affidare a modelli societari obsoleti e troppo vincolanti?


La risposta a questi quesiti molto probabilmente è la costituzione di una società di diritto estero, moltissime start up nascono o si sviluppano in Estonia o molto di frequente nei paesi di diritto anglosassone e per tali intendendo lo Uk e Eire. Molti si chiederanno se è possibile operare sul mercato italiano attraverso una società di diritto estero, altri se è legale, qualcun altro ancora si starà chiedendo se in tal modo è possibile evadere le tasse. Fugando ogni dubbio è necessario affermare un principio: il soggetto residente ai fini fiscali in Italia sarà tenuto a pagare le imposte in Italia, anche se titolare di una società di diritto estero.


Costituire una società all'estero è perfettamente legale, anche in paesi a fiscalità privilegiata, i così detti paradisi fiscali, purchè si paghino le imposte nel luogo nel quale si produce il reddito. Costituire una ltd (limited) oppure una (Public limited company) ad esempio permette di utilizzare uno strumento giuridico più consono alle esigenze di un imprenditore, uno dei vantaggi dell’ UE è la possibilità di costituire la società dove migliori sono le condizioni per poi operare in un altro stato membro pagando le tasse dove il reddito è prodotto.


Prendendo l’esempio della Ltd è uno strumento oltre che economico flessibile, ed è particolarmente indicato per le start up, attività professionali, e-commerce, ma anche altre strutture organizzate. Perfette per chi intende fare business mirando ad espandersi su nuovi mercati. La ltd una volta costituita opererà in Italia aprendo una filiale fornendo una valida alternativa rispetto ad una Srl italiana. Inoltre i soci e gli amministratori della ltd possono essere anonimi.


QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA UNA LTD E UNA SRL ITALIANA?


Tempi per apertura della Ltd e operatività da entro 24 ore a dispetto dei circa 10 giorni della srl. Per la ltd è sufficiente affidare l’incarico a professionisti FONDAMENTALE CHIEDERE UNA CONSULENZA non è necessario alcun atto notarile e pertanto si tratta di ben 3.000,00 euro risparmiati rispetto ad una srl italiana. Con la ltd non ci sono costi anche per le variazioni successive come ad esempio variazione sede, aumento capitale sociale e simili.


Aspetto differenziale importantissimo: Versamento dei decimi per la costituzione del capitale sociale? Ltd 1 sterlina (circa 1,30 euro) srl italiana ci sono diverse condizioni: se la società da costituire è composta da 1 solo socio euro 10.000, in caso di piu’ soci euro 2.500 €.

Il capitale sociale per la ltd è di minimo 100 sterline contro un minimo di obbligazione per euro 10.000 € della srl il risparmio fino a qui evidenziato è di circa 13.000,00 euro a parità di operazioni formali concluse.

Aspetti riguardanti gli incarichi sociali amministrativi e procedurali dovranno necessariamente essere approfonditi.


Una valida alternativa per essere presenti all’estero senza costituire una società di diritto estero è il CONTRATTO DI JOINT VENTURE in partnership con altre imprese straniere.

Effettivamente se un’impresa vuole realizzare progetti innovativi per operare fuori confine, ma necessita dei mezzi necessari e non vuole ricorrere a finanziamenti bancari potrebbe senza dubbio valutare l’accordo in Joint Venture, collaborando con altre realtà imprenditoriali che condividono le medesime ambizioni di crescita, dando finalmente slancio al proprio business.


Non importa operare nel settore edile o nel campo delle energie rinnovabili, nuove tecnologie, ecc.. il contratto di Joint Venture è il contratto che è necessario considerare.

Esso infatti, pur essendo ancora sconosciuto ad alcune realtà imprenditoriali italiane, è in realtà molto diffuso, ed è facile comprendere il perché: tramite un “joint venture agreement”, DUE o PIU’ imprese decidono di collaborare, mettendo in comune mezzi e risorse di cui da sole non dispongono, per realizzare progetti tanto impegnativi quanto remunerativi. Per di più, è un modello flessibile, adattabile dunque alla complessità del progetto/opera che si intende realizzare.


Sarà possibile cooperare con le imprese partners costituendo una nuova società, nel caso in cui il progetto richieda ingenti risorse e un periodo più o meno lungo per la sua realizzazione, o più semplicemente agire senza bisogno di costituire un nuovo ente. Questo perché, una volta terminato il progetto, l’accordo si scioglie in modo naturale, le imprese dividono i profitti che ne sono scaturiti, e con molta probabilità, avranno acquisito anche nuove quote di mercato.


Per far sì che la Joint Venture si sviluppi nella maniera migliore, bisogna però prestare attenzione a diversi aspetti, in primis al progetto che si vuole realizzare.

Per questo è necessario RIVOLGERSI A PROFESSIONISTI che aiutino ad individuare i processi decisionali che consentiranno di cooperare in armonia con i propri partners (i cd. “venturers”), chi debba condurre il progetto con poteri gestori, nonchè le quote di partecipazione all’iniziativa comune, sia sotto forma di mezzi da investire, sia per quel che concerne la ripartizione degli utili.


Se il ruolo cardine è svolto dal contratto principale, con il quale si delineano, come esposto sopra, i principi informatori della cooperazione che si vuole porre in essere, altrettanto importanti sono i contratti accessori. Questi saranno infatti volti a disciplinare tutta una serie di attività strumentali alla realizzazione del progetto imprenditoriale, quali ad esempio la gestione di beni mobili/immobili, investimenti finanziari, eventuali contratti di fornitura, know-how.

E’ altresì essenziale disciplinare ipotesi particolari ma non per questo meno frequenti, come quelle di forza maggiore, l’eventuale venir meno di una delle parti per vicende estintive/modificative di una delle società che partecipano alla JV, le ipotesi di scioglimento dell’accordo, e le condizioni per il recesso.

Ultimi, ma non per importanza, la legge applicabile al contratto, e i rimedi da adottare in caso di controversie tra voi e i vostri partners, per realizzare progetti innovativi, senza eccessivi sprechi di risorse, e aumentando ancor più la visibilità sui mercati internazionali.



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Autore dell' articolo

Lorenzo Provinciali - consulente commerciale aziendale esperto di marketing e nuove tecnologie

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