Sospensione Iva non per tutti

Sospensione del versamento Iva non per tutti. La misura in arrivo, infatti, dello stop al versamento Iva in scadenza il prossimo 16 marzo si applicherà per i contribuenti fino a 400 mila euro di fatturato per le prestazioni di servizi e 700 mila per le cessioni di beni. La sospensione si estende anche al versamento di contributi e ritenute. Un passo indietro rispetto alla rassicurazione che lo spostamento dell'Iva ci sarebbe stato per tutti senza distinzioni.

Una sospensione di ritenute e contributi è riservata alle filiere maggiormente colpite dalle dure misure di contenimento del Coronavirus. Le sospensioni poi riguarderanno anche le attività dell'Agenzia delle entrate e della riscossione. In questa quarantena fiscale si toccheranno anche i termini previsti per le cartelle, per il saldo e stralcio e per la rottamazione ter.

Fermo tecnico anche per l'invio delle cartelle in generale e la sospensione degli atti esecutivi. Sono queste alcune delle misure che il governo ah messo in campo alla voce fisco del decreto legge che si accinge ad approvare oggi del primo pacchetto di interventi da 12 mld.

Un intervento di portata più ridotta rispetto alle attese e agli annunci di diversi esponenti dell'esecutivo, l'ultimo il ministro degli affari regionali Francesco Boccia, che si era affrettato a rassicurare le imprese e i professionisti dichiarando che «sarà rinviato il versamento dell'Iva» aggiungendo che «vale per tutti gli italiani e per tutte le imprese. Dovete darlo per scontato».

La misura però ha portata più ridotta rispetto a queste enunciazioni in quanto trova un limite nelle soglie di fatturato. E ha anche un limite temporale arrivando a ridosso della scadenza, infatti, molti studi professionali hanno continuato a lavorare per portare avanti l'adempimento e preparare gli F24 dei propri clienti.

Ieri, il consiglio nazionale dei dottori commercialisti era intervenuto nuovamente con una nota ufficiale chiesto di comunicare ufficialmente e immediatamente il rinvio tecnico della scadenza del 16 marzo per il versamento del saldo Iva relativo al 2019 e dell'Iva e delle ritenute fiscali e previdenziali relative al mese di febbraio 2020, senza aspettare il decreto legge.

«La nostra richiesta», afferma il presidente dei commercialisti, Massimo Miani, «nasce dalla situazione emergenziale nella quale si trovano ad operare le pmi e i nostri studi in queste ore, avviando processi di smart working dove prima non c'erano e che richiedono tempi fisiologici di riorganizzazione».



Autore dell'articolo Dott. Commercialista Giacomo Merlino - Esperto Fiscale in ambito digitale e di internazionalizzazione delle imprese.

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