Smart working e Pubblica Amministrazione

Le novità del D.P.C.M. 1 marzo 2020 riguardano anche la PA. Al riguardo, il Ministro per la Pubblica Amministrazione - con Circolare del 4 marzo 2020, n. 1 avente ad oggetto “Misure incentivanti per il ricorso a modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa” - ha fornito i primi chiarimenti sulle corrette modalità operative.


Tra le misure e gli strumenti, anche informatici, a cui le pubbliche amministrazioni, nell’esercizio dei poteri datoriali e della propria autonomia organizzativa, possono ricorrere per incentivare l’utilizzo di modalità flessibili di svolgimento a distanza della prestazione lavorativa, si evidenzia l’importanza:

- del ricorso, in via prioritaria, al lavoro agile come forma più evoluta anche di flessibilità di svolgimento della prestazione lavorativa, in un’ottica di progressivo superamento del telelavoro;

- dell’utilizzo di soluzioni “cloud” per agevolare l’accesso condiviso a dati, informazioni e documenti;

- del ricorso a strumenti per la partecipazione da remoto a riunioni e incontri di lavoro (sistemi di videoconferenza e call conference);

- del ricorso alle modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa anche nei casi in cui il dipendente si renda disponibile ad utilizzare propri dispositivi, a fronte dell’indisponibilità o insufficienza di dotazione informatica da parte dell’amministrazione, garantendo adeguati livelli di sicurezza e protezione della rete secondo le esigenze e le modalità definite dalle singole pubbliche amministrazioni;

- dell’attivazione di un sistema bilanciato di reportistica interna ai fini dell’ottimizzazione della produttività anche in un’ottica di progressiva integrazione con il sistema di misurazione e valutazione della performance.




Il lavoratore che è stato sottoposto a quarantena a seguito della contrazione del virus Covid-19, ha diritto all’indennità di malattia, ma è necessario che venga seguita la suddetta procedura.Nel dettaglio, chiunque:

abbia fatto ingresso in Italia a partire dal 16 febbraio 2020, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’OMS, oppure sia transitato o abbia sostato nei seguenti comuni (nella Regione Lombardia: Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini e nella Regione Veneto a Vo’), deve comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’ASL competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta. L’assenza dal lavoro deve essere certificata all’INPS a cura dell’operatore di sanità pubblica che procederà a rilasciare una dichiarazione indirizzata anche al datore di lavoro e al medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica il soggetto è stato posto in quarantena, specificando la data di inizio e la data fine.


Autore dell'articolo

Dott. Commercialista Giacomo Merlino - Esperto Fiscale in ambito digitale e di internazionalizzazione delle imprese.

0 visualizzazioni

Email: info@merlinoconsulting.com

Skype: merlino871

Tel: +39 - 090 - 675478

Indirizzo: Via Nicola Fabrizi 121,
Messina, 98123, Italia

©2019 by Studiomerlino.