• Santina Munafò

Revocatoria ordinaria contro un atto di scissione

La questione relativa all'ammissibilità dell’azione revocatoria contro un atto di scissione è stata oggetto di analisi da parte della dottrina e risultano essere esponenziali le sentenze(di merito) che hanno affrontato il problema, giungendo a soluzioni nettamente opposte. La Corte di Cassazione,invece, è intervenuta per la prima volta sul punto con l’ordinanza del 4 dicembre 2019, n. 31654, analizzando il caso di cui infra:

Una società (Alfa) con debiti tributari per oltre 5 milioni di euro conferiva la propria azienda, con atto notarile, ad altra società (Beta); quest’ultima, a sua volta, si scindeva in un’ulteriore società (Gamma). L’allora Equitalia s.p.a. (adesso Agenzia delle Entrate-Riscossione) agiva contro la società debitrice (Alfa) e contro quella beneficiaria del conferimento (Beta), nonché contro l’ulteriore società frutto della scissione (Gamma); in via principale, chiedeva di accertare il carattere simulato dell’atto (di conferimento e di scissione) e di acclarare il proprio diritto di agire sui beni conferiti e sui beni oggetto di scissione; in via subordinata, domandava la declaratoria di inefficacia del negozio (di conferimento e scissione) ai sensi dell’art. 2901 c.c. (azione revocatoria). Secondo l’ente riscossore, infatti, la società debitrice (Alfa) aveva posto in essere atti distrattivi del proprio patrimonio, con particolare riferimento all’unico immobile, oggetto di leasing, del valore di oltre 700 mila euro. In primo e in secondo grado, le domande attoree venivano accolte e il debitore soccombente ricorreva in Cassazione.

La suprema Corte, superando tutti gli orientamenti giurisprudenziali contrari, ha affermato che la revocatoria dell’atto di scissione è ammissibile per le seguenti ragioni :

- La revocatoria non incide sulla validità dell’atto ma solo sull’efficacia; ritenere,pertanto, ammissibile l’azione revocatoria contro un atto di scissione non comporta violazione dell’articolo 2504 quater c.c.;

- per i creditori, il pregiudizio si ha tutte le volte in cui per loro diventi più gravoso recuperare il credito;irrilevante è, pertanto, la previsione della responsabilità in solido in capo alle società beneficiarie.

- L’opposizione non è uno strumento sostitutivo ma aggiuntivo. L’opposizione di cui all’articolo 2503 c.c., quindi ,non è l’unico strumento di tutela per i creditori sociali.

Da ultima,inoltre, si segnala la sentenza della Corte di Giustizia Europea - del 30 gennaio 2020, con cui è stata decisa la causa C-394/18, in seguito ad un rinvio operato dalla corte di appello di Napoli[1]-, la quale si è espressa a favore della compatibilità dell’azione revocatoria di diritto italiano con gli artt. 12, 18 e 19, della Dir. n. 82/891/CEE (c.d. VI Direttiva) in materia di scissione societaria.[2]

In particolare, la Corte ha precisato che:

- L’articolo 12 VI Direttiva, nonostante non menzioni l’azione revocatoria fra gli strumenti di tutela previsti per i creditori della scissa, mediante l’utilizzo dell’espressione “quanto meno” al secondo paragrafo dell’articolo suddetto, lascia aperta la possibilità agli stati membri di prevedere altre forme di tutela o di mantenere quelle già esistenti.

- L’azione revocatoria non incide sulla validità dell’atto ma solo sull’efficacia; gli effetti dell’operazione restano stabili. Tale azione, quindi,non è incompatibile con quanto previsto dal legislatore comunitario, il quale dispone che dopo l’iscrizione dell’atto di scissione non è possibile fare valere solo la nullità dello stesso. Si precisa che anche nell’ordinamento italiano la distinzione fra invalidità ed inefficacia è netta (quest’ultimo punto è stato evidenziato in modo preciso sia nel dispositivo che nella motivazione della sentenza in analisi).

La Corte, comunque, si è solo pronunciata - non potendo fare diversamente -in termini astratti di compatibilità,non entrando nel merito.

E’ evidente che la questione resta aperta e necessita di ulteriori chiarimenti, soprattutto al fine di fare luce sulle ripercussioni che si avrebbero sul piano pratico.


[1] C. App. Napoli 20 marzo 2018, con nota di Pototschnig, in Società,2018, 1411 ss.; in Giur. Comm., 2019, II, 154 ss., con nota di Fimmanò; in Giur. It., 2019, 113 ss. Con nota di Sarale. [2] Molto recentemente in CNN Notizie numero 20 del 3 febbraio 2020, con Commento del Prof.Avv. Dario Latella , Il cannocchiale sull’internazionale. La corte di giustizia si pronuncia per la compatibilità dell’azione revocatoria con la disciplina UE in tema di scissione societaria .

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