• Santina Munafò

Quando è possibile conferire una prestazione d’opera in società?


Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’ esercizio in comune di un’attività economica ,allo scopo di dividerne gli utili. Ciò è quanto recita l’articolo 2447 c.c. .

E’ opportuno,però,fare delle precisazioni in materia di conferimenti,al fine di comprendere la disciplina che il legislatore ha previsto all’interno di ogni singola società, relativamente a tale argomento.

I conferimenti sono le prestazioni alle quali i soci si obbligano con l’atto costitutivo (o in sede di sottoscrizione dell’aumento) e tramite i quali dotano la società del capitale di rischio necessario per lo svolgimento dell’attività di impresa.

Nelle società di persone (società semplice,società in nome collettivo e società in accomandita semplice) è possibile conferire tutto ciò che è suscettibile di valutazione economica.

Non ci sono dubbi, pertanto, sulla possibilità di conferire anche prestazioni d’opera, consistenti in una attività materiale o intellettuale. Ciò è confermato dall’art. 2295 c.c., dove fra gli elementi da indicare nell’atto costitutivo della S.n.c. vi sono anche “le prestazioni a cui sono obbligati i soci d’opera”.

Si è alquanto discusso,sia in dottrina che in giurisprudenza, sulla possibilità e/o necessità di capitalizzare la prestazione d’opera.

Sul punto si sono sviluppate due scuole di pensiero.

Secondo alcuni autori, la capitalizzazione non dovrebbe essere effettuata, in quanto è possibile capitalizzare solo ciò che è aggredibile dai creditori.

Secondo altri,invece,la capitalizzazione è possibile ma non necessaria.Ciò si desume da quanto previsto dall’art. 2500 quater c.c., in materia di trasformazione.

In ogni caso, per l’ipotesi in cui non si proceda alla capitalizzazione della prestazione, è necessario che nel contratto sociale si indichi espressamente come il socio d’opera parteciperà agli utili,alle perdite e alla liquidazione.In caso contrario, sarà il giudice a stabilirlo.

Medesimo problema, invece,non si presenta in caso di prestazione capitalizzata. In quest’ultimo caso, in mancanza di volontà contraria, il socio parteciperà agli utili,alle perdite e alla liquidazione in modo proporzionale alla sua partecipazione sociale(che rappresenta una porzione di capitale sociale).

Situazione diametralmente opposta, invece, esiste nelle società di capitali.E’ necessario, comunque,fare una distinzione fra la società per azioni e la società a responsabilità limitata.

Nella prima, infatti, vige un divieto assoluto:Non è possibile conferire prestazioni d’opera!

Ai sensi dell’articolo 2345 c.c. è possibile solo che l’atto costitutivo possa stabilire l’obbligo dei soci di eseguire prestazioni accessorie non consistenti in denaro ,determinanndone il contenuto,la durata le modalità e il compenso,stabilendo particolari sanzioni per il caso di inadempimento”.

La prestazione accessoria, dunque, è qualcosa di diverso e distinto rispetto al conferimento che non può mai consistere un’attività né materiale né intellettuale.

Si precisa, inoltre,che le azioni alle quali siano annesse le prestazioni d’opera non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori.Con il trasferimento delle partecipazioni si trasferirà anche l’obbligo di porre in essere la prestazione accessoria .

Nella s.r.l.,invece, è possibile conferire la prestazione d’opera ma sarà necessario procederà nel seguente modo.

- Poiché si tratta di un conferimento diverso dal denaro, il conferimento in questione dovrà essere accompagnato dalla relazione di cui all’art.2465 c.c.

- Poiché al momento della sottoscrizione il conferimento deve essere liberato subito ( e ciò non è materialmente possibile in caso di prestazione d’opera)il socio d’opera dovrà presentare in società e consegnare alla stessa, in sede si sottoscrizione, una polizza assicurativa o una fideiussione bancaria con cui vengono garantiti, per l’intero valore,gli obblighi assunti dal socio aventi per oggetto la prestazione d’opera.

Il socio d’opera, nella s.r.l., è trattato alla stregua di tutti gli altri soci. Sussistono delle peculiarità solo per quanto riguarda il trasferimento della sua partecipazione. Le ipotesi che si possono presentare sono le seguenti:

- IL socio d’opera trasferisce la partecipazione e resta obbligato a svolgere la prestazione d’opera in società.

- Il socio d’opera trasferisce la sua partecipazione e non vuole continuare a svolgere la prestazione d’opera.

In quest’ultima ipotesi bisogna distinguere fra prestazione fungibile e infungibile.

Nel primo caso ,il cessionario potrebbe accollarsi l’obbligo di effettuare la prestazione ,con conseguente liberazione del cedente da parte della società.Il cessionario comunque dovrà presentare nuova fideiussione bancaria.

Nel caso in cui ,invece, la prestazione sia infungibile,sarà necessario che la società intervenga per liberare il cedente dal suo obbligo e ,per coprire la partecipazione ceduta, escuterà la fideiussione per un importo pari al valore della prestazione ancora dovuta.(sono possibili anche altre soluzioni,purchè si giunga alla liberazione del cedente).


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