• Avv. Francesco Arena

Qual è il foro competente per il risarcimento in caso di ritardo aereo? Il caso Ryanair

Aggiornato il: apr 15

LA MASSIMA (Giudice di Pace di Trapani, sentenza del 18 giugno 2018)


"L'acquisto on-line del biglietto aereo rientra nell'ambito dei contratti a distanza e, in tema, il Codice del consumo stabilisce quale foro competente inderogabile il luogo di residenza o domicilio eletto dal consumatore. Peraltro e in generale, sono vessatorie, in assenza di trattativa individuale, le clausole contrattuali che derogano la competenza giacché squilibrano il rapporto tra la posizione del professionista e quella del consumatore"


RIASSUNTO DEI FATTI


Tizio conveniva in giudizio la Ryanair Ltd al fine di essere risarcito in conseguenza del ritardo del volo da lui regolarmente prenotato. Essendo in possesso di un biglietto elettronico per trasporto aereo da Ancona a Trapani con la compagnia convenuta (con partenza programmata alle ore 11:35), l’attore subiva il ritardo dell’aeromobile, di oltre tre ore, onde richiedeva, a titolo di risarcimento, la compensazione pecuniaria stabilita, pari ad € 250,00.

Costituendosi in giudizio, la Ryanair in via preliminare eccepiva la carenza di giurisdizione del giudice adito, avendo parte attrice (attraverso la stipula del contratto di trasporto) dichiarato d’accettare le Condizioni Generali di Trasporto adottate dalla suindicata compagnia aerea, che al riguardo prevedono quale foro competente per la cognizione di eventuali controversie “i Tribunali irlandesi”.

Nel merito, la Ryanair rilevava che l’attore rinunciava di fatto ad imbarcarsi sul volo, che partiva in ritardo, a seguito di un pregresso guasto tecnico.


COMMENTO


Interessanti sono le argomentazioni giuridiche rese dal Giudice di Pace di Trapani chiamato a pronunciarsi su una causa promossa da un passeggero per ottenere il risarcimento dei danni causati dal ritardo nella partenza di un volo.

In riferimento alla competenza, sconfessando l’interpretazione fornita dal vettore aereo, l’adito giudicante ha dichiarato la competenza dei “Tribunali nazionali” anche in caso di clausole contrattuali di senso opposto.

In particolare, il Giudice di Pace, nel rigettare l'eccezione della società convenuta, ha avuto modo di precisare che nel caso di specie, si applica la disciplina del Codice del Consumo (D.Lgs n. 206/2005) "che, in materia di contratti a distanza, stabilisce come sede del foro competente quella di residenza o domicilio eletto del consumatore".

Nella sentenza in rassegna si precisa che se il contratto è concluso on-line da un consumatore, la giurisprudenza della Suprema Corte ritiene “concluso il contratto nel luogo in cui il passeggero riceve conferma dell’acquisto del biglietto, ossia il luogo di residenza del consumatore”.

La compagnia aerea, nel caso di specie, individuava il foro competente nei Tribunali Irlandesi, secondo quanto stabilito dalle condizioni generali di contratto accettate dal passeggero al momento dell'acquisto del biglietto elettronico.

Sennonchè, tali condizioni sono state stabilite unilateralmente dalla compagnia aerea mediante moduli standard, poi accettate dal passeggero senza possibilità di contrattazione.

In proposito, la Suprema Corte di Cassazione ha più volte affermato, ai sensi dell’art. 1469-bis c.c., la presunzione di vessatorietà della clausola che stabilisce come sede del foro competente una località diversa da quella della residenza o del domicilio elettivo del consumatore, con la conseguenza che “in assenza di trattativa individuale, la clausola derogatoria abusiva o vessatoria è colpita da inefficacia”.

Per quanto attiene al merito, il Giudice di Pace, nell'accogliere la richiesta di risarcimento, osserva che per costante giurisprudenza della Suprema Corte, “sono risarcibili i danni patiti dagli utenti di compagnie aeree per il ritardo (o l’inadempimento) nell’esecuzione del contratto di trasporto, allorquando il vettore non dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno ex art. 942 cod. nav., ovvero non provi l’impossibilita’ della prestazione derivata da causa a lui non imputabile ex art. 1218 c.c.".

L'adito Giudice precisa, inoltre, che: gli artt. 5, 6 e 7 del regolamento n. 261/2004 devono essere interpretati nel senso che i passeggeri di voli ritardati possono essere assimilati ai passeggeri di voli cancellati ai fini dell’applicazione del diritto alla compensazione pecuniaria e che essi possono pertanto reclamare il diritto alla compensazione pecuniaria previsto dall’art. 7 di tale regolamento quando, a causa di un volo ritardato, subiscono una perdita di tempo pari o superiore a tre ore, ossia quando giungono alla loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo”;

Con la sentenza del 18 giugno 2018, il Giudice di Pace di Trapani chiarisce anche il rapporto tra la rinuncia al volo e il risarcimento del danno.

Secondo l’interpretazione fornita dal vettore aereo infatti, la rinuncia del passeggero ad imbarcarsi sul volo in ritardo configurerebbe una ipotesi di rinuncia dello stesso al diritto all’indennizzo.

Tale ricostruzione viene totalmente sconfessata dalla giurisprudenza maggioritaria fatta propria dalla sentenza in commento secondo cui “in un contratto a prestazioni corrispettive, se una parte/vettore non esegue esattamente la propria prestazione o comunque l’esecuzione cui questi era obbligato è impedita da circostanze inerenti alla sfera di organizzazione e controllo della società aerea obbligata, l’altra parte/passeggero ha diritto alla risoluzione del contratto (art. 1452 c.c.) fatto salvo il proprio diritto al risarcimento del danno".

La conclusione cui perviene l'adito Giudicante è che nel caso di specie: "Il ritardo aereo, oltre le tre ore, di fatto ha pregiudicato l’interesse del creditore all’attuazione dello scambio negoziale (art. 1455 c.c.), conseguentemente, la rinuncia del passeggero può considerarsi un comportamento giustificato dall’inattuazione del rapporto contrattuale. Pertanto, la società è obbligata, comunque, a tenere indenne il trasportato mediante il pagamento della compensazione pecuniaria per inadempimento contrattuale nella misura di euro 250,00 in favore dell’attore”.



Avv. Francesco Arena - iscritto all'Albo dell'Ordine degli Avvocati di Messina.


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