• Lorenzo Provinciali

Limiti al controllo informatico dei dipendenti

Aggiornato il: apr 24

Il progresso tecnologico e l’innovazione portano inevitabilmente al sorgere un quesito di non facile soluzione, posto quanto stabilito sulla sorveglianza dei dipendenti attraverso lo Statuto dei lavoratori, le aziende possono sfruttare i sistemi informatici aziendali per controllare l’espletamento dei propri dipendenti?



Dal punto di vista giuridico quanto meno una regolamentazione dell’utilizzo degli apparecchi informatici è possibile, anzi rientra tra i diritti del datore di lavoro disciplinare l'utilizzo delle applicazioni informatiche, anche sui cellulari, fino a vietarle.


Il problema si pone poiché lo Statuto dei lavoratori vieta i controlli a distanza -come gli appositi software chiamati keylogger in grado di captare tutti i file in entrata e in uscita e di inviarli a un pc remoto-, ma non quelli meno invasivi sulle tipologie di connessione. Il datore di lavoro dovrebbe, invece portare a conoscenza dei lavoratori, le modalità di utilizzo dei sistemi informatici a disposizione. Differentemente il datore di lavoro qualora decidesse di irrogare sanzioni disciplinari, potrebbe correre il rischio di vedersele annullare in sede giudiziaria. Da quanto premesso si intuisce il ruolo determinante ricoperto dalle scelte di policy aziendale.

Quanto sopra anticipato non vieta al datore di lavoro di effettuare controlli periodici sulla configurazione dei software dei pc aziendali e/o sulla cronologia delle esplorazioni dei dipendenti.

L'adozione di accorgimenti di "filtraggio" ha consentito a molte aziende di evitare a priori controlli e sanzioni indesiderate. Molte aziende hanno ad esempio organizzato corsi per i propri dipendenti sul tema, in altri casi l’azienda si è occupata dell’affissione sulle bacheche aziendali di norme e raccomandazioni sul corretto utilizzo di internet.

Ogni raccomandazione può apparire scontata ma così non è vista la serie impressionante di casi già verificatisi.

Dal punto di vista giudiziario, pare che la giurisprudenza tenda per il riconoscere la legittimità dei controlli difensivi sull’attività lavorativa quando questa si pone al di fuori dell’attività di esecuzione del contratto e, dunque, sia svolta in violazione dei doveri di collaborazione, che caratterizzano il rapporto di lavoro subordinato. Viene ritenuto pertanto ammissibile Il controllo sul pc e sulle navigazioni on line effettuato ex post, ossia successivamente alla pubblicazione on line di contenuti offensivi e non.


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Autore dell' articolo

Lorenzo Provinciali - consulente commerciale aziendale esperto di marketing e nuove tecnologie

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