• Avv. Francesco Arena

Legge n. 3/2012 sulle crisi da sovra-indebitamento: un'opportunità per il debitore!

Aggiornato il: apr 15

Non sono pochi i privati cittadini che, a causa di eventi eccezionali e di particolari situazioni di crisi economica, non riescono più a pagare i propri debiti e si chiedono se esiste una via d'uscita. La Legge n. 3 del 2012, anche nota come legge sul sovra-indebitamento, è stata pensata proprio per rispondere a queste situazioni di reale difficoltà economica consentendo ai contribuenti di ridurre i propri debiti in caso di difficoltà economiche.


Per "crisi da sovra-indebitamento" si intendono le situazioni di squilibrio tra obblighi assunti verso i creditori e l'incapacità del debitore di farvi fronte sulla base delle proprie reali disponibilità economiche e patrimoniali.


Le disposizioni della Legge del 2012 si rivolgono ai soggetti "non fallibili" ovvero privati che non svolgono attività professionale o imprenditoriale e ad enti e imprese che non svolgono attività commerciale e che quindi sono escluse dalla possibilità di ricorrere alla Legge Fallimentare.


Sono previste tre distinte procedure:


PIANO DEL CONSUMATORE: E' il debitore, ovvero il privato cittadino, a proporre un piano di pagamento rateizzato dell'importo dovuto ai creditori; la proposta dovrà essere approvata dal Giudice. Questo documento viene redatto con l'assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi (un team di consulenti di fiducia nominati dal Giudice), il cui nulla osta passa solo dall'autorizzazione del Giudice stesso che non tiene conto del parere dei creditori. Condizione per accedere al Piano è che il debito non provenga da un'attività professionale o imprenditoriale. Il cittadino deve inoltre essere "meritevole". Così l’eventuale riduzione delle posizioni debitorie avviene solo dopo un’attenta analisi delle reali condizioni reddituali e patrimoniali dell’istante e del contesto familiare.


ACCORDO CON I CREDITORI: Questo è relativo, invece, ai casi in cui il debito, o gran parte di esso, deriva dall'esercizio di attività lavorativa. Questo programma, sempre creato con il supporto di un O.c.c. (Organismo di Composizione della Crisi), a differenza dal precedente, deve ottenere il consenso dei creditori che costituiscono il 60% dei crediti complessivi.


LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO: In questo caso, il debitore in stato di crisi richiede, sempre affiancato da un O.c.c. (Organismo di Composizione della Crisi) la ristrutturazione dei debiti attraverso l'integrale liquidazione del proprio patrimonio




Avv. Francesco Arena - iscritto all'Albo dell'Ordine degli Avvocati di Messina


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