• Avv. Francesco Arena

Inadempimento del vettore aereo e diritti del passeggero alla luce del Regolamento CE 261/2004.

Aggiornato il: apr 15

Occorre soffermarsi su una tematica di grande e diffuso interesse pratico ossia le forme di tutela previste dall’ordinamento a favore del passeggero nei casi di voli aerei in ritardo o cancellati.

Il dibattito in esame si è arricchito in questi ultimi anni di un nuovo “corpus” normativo rappresentato dal Regolamento del Parlamento e del Consiglio U.E. 11 febbraio 2004 n. 261([1]) il quale prevede regole uniformi in tutta l’Unione Europea in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato.

La “ratio” sottostante la normativa in oggetto risiederebbe proprio nell’esigenza di rafforzare le forme di tutela dei passeggeri in caso di disservizi aerei frutto delle inadempienze dei vettori nei confronti degli obblighi che essi hanno nei confronti dei loro clienti.

Il Regolamento in esame introduce, dunque, nuovi strumenti di protezione dell’utente del trasporto aereo prospettando un sistema di tutela minima anche nel caso di cancellazione del volo o di ritardo prolungato, aspetti non contemplati dalla precedente normativa comunitaria che si limitava alla tutela dei passeggeri solo in caso di negato imbarco.

La disciplina prevista del Regolamento U.E. n. 261/2004 si rivolge ad ogni vettore aereo operativo che trasporta passeggeri in partenza da uno Stato membro ed ogni vettore comunitario che esercita un volo con destinazione verso un Paese UE.

Ai sensi dell’art. 3 del Regolamento U.E. n. 261/2004, analogamente a quanto disposto dall’art. 1 della precedente normativa comunitaria, la disciplina ivi prevista si applica “ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro soggetto alle disposizioni del trattato e ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato in un paese terzo a destinazione di un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro soggetto alle disposizioni del trattato, se il vettore aereo operativo è un vettore dell’Unione”.

L’articolo 1 del regolamento definisce, invece, l’oggetto della norma, già enunciato dal titolo della stessa: “il presente Regolamento stabilisce, alle condizioni in esso esplicate, i diritti minimi che spettano ai passeggeri in caso di:

a) diniego d’imbarco contro la propria volontà;

b) cancellazione del volo;

c) ritardo del volo.” Per quanto concerne le forme di tutela accordate al passeggero in caso di disservizi aerei il regolamento prevede livelli minimi di tutela, prevedendo anche cumulativamente il diritto ad ottenere dal vettore una compensazione pecuniaria (art. 7); il diritto ad ottenere il rimborso del prezzo pieno del biglietto o l’imbarco su un volo alternativo (art. 8); il diritto a ricevere a titolo gratuito assistenza a terra, nelle forme di vitto, alloggio, spese di trasporto e a quelle telefoniche che si rendono necessarie, nelle modalità stabilite dal regolamento (art. 9).



([1]) In G.U.C.E. 17 febbraio 2004, n. 46. Il regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91 (recante norme comuni relative ad un sistema di compensazione per negato imbarco nei trasporti aerei di linea), è entrato in vigore il 17 febbraio 2005.


Avv. Francesco Arena - iscritto all'Albo dell'Ordine degli Avvocati di Messina


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